Rameuse
7rameuse

Tutte le 1.350 tonnellate prodotte sulle 250 macchine passano per le nostre 7 rameuse per essere tinte.
In tintoria ogni lotto viene tinto nella qualità e nel colore richiesti dal cliente; la rameuse è la fase finale che fissa il tessuto in larghezza, grammatura e mano man mano che esce dal processo a umido. L'intero quantitativo di 1.350 tonnellate prodotto sulle 250 macchine dello stabilimento passa per questa linea; nessun rotolo va al magazzino senza essere tinto o rifinito.
La linea impiega 7 rameuse professionali. Tale capacità ci consente di prendere in carico il tessuto tinto senza attese, accelerando il processo; i lotti non si accumulano in coda e la merce è rapidamente pronta per la spedizione. Colore e grammatura restano costanti da rotolo a rotolo, perché impostiamo la linea sul campione e la manteniamo invariata da lotto a lotto.
È qui che risiede l'affidabilità: gestiamo i valori di tensione, temperatura e velocità con impostazioni registrate; se un lotto non rende il colore, torna indietro, non viene spedito. Se la linea del cliente è in funzione, il tessuto è sulla rampa di carico nel giorno previsto.
| Rameuse | 7 linee professionali |
|---|---|
| Produzione rifinita | 1.350 tonnellate / mese |
| Parco macchine maglieria | 250 macchine |
| Tintura | Secondo qualità e colore del cliente |
| Funzione | Fissa larghezza, grammatura e mano |
Guide correlate: Cosa fa davvero una rameuse: guida al termofissaggio · Idrorepellenza durevole (DWR): chimica priva di PFAS e durabilità · Compattazione e ritiro residuo: come le compattatrici fissano la stabilità dimensionale
Domande su questo reparto
Che cosa fa esattamente una rameuse?
Svolge quattro compiti in UN SOLO PASSAGGIO. Termofissaggio: il tessuto attraversa zone ad aria calda tipicamente a 180–210 °C per circa 20–60 secondi, le regioni amorfe si riorganizzano e al poliestere viene data una nuova MEMORIA termo-meccanica. Controllo dell’altezza: catene a spilli o pinze tendono il tessuto all’altezza programmata. Sovralimentazione: alimentare il tessuto più velocemente della velocità di uscita regola lunghezza e grammatura. Foulard chimico: il foulard d’ingresso porta il tessuto in un bagno di finissaggio a circa il 40–70% di ripresa umida, e il finissaggio si fissa nello stesso passaggio.
Dalla guida: Cosa fa davvero una rameuse: guida al termofissaggio
Meglio pre-set o post-set?
Servono a scopi diversi. Il pre-set fissa il greggio PRIMA della tintura: il tessuto assume una geometria piatta, senza tensione e senza pieghe, così il successivo bagno disperso a 130 °C comporta meno rischio di segni di piega e barré. Il post-set avviene DOPO tintura e lavaggio riduttivo e blocca altezza finale, mano e finissaggio. L’ordine canonico è tintura → asciugatura/relax → termofissaggio (+foulard) → finissaggio superficiale → compattazione → ispezione.
Dalla guida: Cosa fa davvero una rameuse: guida al termofissaggio
Un DWR senza PFAS respinge anche l’olio?
Di norma no — ed è qui il limite. L’acqua ha una tensione superficiale di circa 72 mN/m, quindi portare la tensione superficiale critica della superficie sotto quel valore basta a respingere l’acqua. Ma gli OLI comuni stanno solo a 18–33 mN/m; per respingere anche l’olio la superficie deve scendere sotto quella cifra — e ciò resta in gran parte TERRITORIO DEL FLUORO. Le chimiche senza PFAS (dendrimero, silicone/PDMS) battono l’acqua senza problemi, ma ogni dichiarazione di oleorepellenza va letta con attenzione.
Dalla guida: Idrorepellenza durevole (DWR): chimica priva di PFAS e durabilità
Come si misura la prestazione di un DWR?
Il metodo base è la prova a spruzzo: AATCC TM22 / ISO 4920. Il tessuto è teso su un cerchio da 150 mm a 45°, si versano circa 250 mL di acqua distillata da un ugello standard e il disegno di bagnatura si valuta su una scala. La vera domanda non è il primo voto ma la DURATA: ripetere la stessa prova DOPO IL LAVAGGIO. Il DWR si applica per foulardaggio, si strizza, si asciuga e si polimerizza in rameuse — a seconda della resina la polimerizzazione sta tipicamente nella fascia 150–170 °C. La transizione non è più solo etica ma un calendario: nell’UE la restrizione sul PFHxA entra in vigore per gradi.
Dalla guida: Idrorepellenza durevole (DWR): chimica priva di PFAS e durabilità